L’esame di Unificazione Edilizia e Prefabbricazione è uno dei pochi esami che rifarei seduta stante: finalmente imparai la tecnologia, progettando una serie di stand espositivi in acciaio e vetro, ed inventai un nuovo sistema costruttivo per l’aggancio delle travi d’acciaio.Imparai tanto, mi piacque e presi 30, ma ci misi anche un anno e mezzo!!!
Seguì l’esame di Urbanistica I, tema il rilievo del Comune di Statte (Ta): esame completo in tutti i suoi versi, solo che l’assistente ci faceva andare una volta a settimana a Salerno, lei si stancava a venire a Napoli e noi non potevamo cambiare assistente.
L’esame di Tecnologia dell’Architettura II fu molto istruttivo, imparai a creare appartamenti con il pregio della flessibilità, case che assumevano un aspetto di giorno e si trasformavano la notte.
Storia dell’arte rappresenta il top degli esami storici, è il più complesso, ma lo affrontai con lo spirito giusto: si otteneva inoltre l’abilitazione automatica all’insegnamento della materia nelle scuole superiori.Naturalmente, due mesi dopo la laurea andai a chiedere al Provveditorato agli studi, e mi

fu riferito che la cosa non era più valida dal 1996…io pero l’abilitazione pensavo di averla presa l’anno precedente. La cosa non dovrebbe meravigliare, in Italia.
Composizione Architettonica II fu un esame piacevole, per la terza volta mi capitò di progettare un museo.
Ne ho progettati così tanti che avrei voluto fare un museo come argomento per la mia tesi di laurea, ma poi cambiai idea.
Seguono Storia dell’Urbanistica I e Storia della Città e del Territorio, esami complementari che consiglierei a tutti coloro che possono sostenerli: il professore del primo esame l’ho scelto come relatore della mia tesi, è tutto dire, ma l’altro…
L’altro era una lei, che mi anticipò l’esame di due settimane senza avvertirmi: io ero lì a seguire gli altri esami (importantissimo seguire), quando fui chiamata, lei si era sbagliata ma non lo volle ammettere.Presi un 25 odiosissimo.
Urbanistica II: studiai la risistemazione del sistema museale di Napoli e Provincia.
Storia dell’Architettura Contemporanea: amo molto la materia, la professoressa è ancor oggi gentilissima, presi 30.
Analisi dei Sistemi Urbani: esame che studiava le metropoli, gli interporti, i poli energetici. Interessante, altro 30.
Segue Storia della Critica e della Letteratura Architettonica: quest’esame fu per me una sfida, non conoscevo la filosofia, ma m’interessava fin troppo.
Seguii tutto il corso (arrivai a portarci mia madre), mi appassionai tanto, presi 30 e lode e per un paio di mesi divenni assistente volontaria della professoressa. Grazie professoressa, ancor oggi m’incoraggia!
Arte dei Giardini non ha bisogno di commenti, perché le tavole dell’esame sono pubblicate su questo sito: 30 e lode.
Eccoci all’esame di Geografia Urbana e Regionale: il racconto di un’assurdità!
Il professore era morto, noi avevamo seguito il corso con un certo programma: ci mandarono all’Istituto Navale a sostenere l’esame, con professore loro e programma diverso.
"O così o niente, questa è la regola!"
Risultato: nessuno mi aveva visto seguire il corso, non contavano le presenze, trovai un assistente che ancor oggi maledico perché detestava gli architetti, e mi mise un 27 ad un esame perfetto.
Anno 1996: iniziano i guai, mi toccò affrontare un esame che avevo sempre rimandato perché poco simpatico, Statica, ma lo passai ed anche bene.
Ah, mi capitò un famoso professore che insegna Scienza delle Costruzioni, convinto quel giorno di dovermi interrogare sulla sua materia: prima domanda, sudori freddi miei, intervento del professore di Statica che rileva che aveva sbagliato, e lui neanche a chiedermi scusa.
Nel 1997 feci solo l’esame di Progettazione Architettonica I, affrontai un progetto che partiva dalla scala 1: 10000, per arrivare ai particolari 1:10, motivo per il quale impiegai tutto l’anno a prepararlo.
Seguì un altro anno intero per l’esame di Scienza delle Costruzioni, che per un addetto ai lavori è un tempo normale: mi chiusi in casa, sudai freddo, ma alla fine lo superai…
L’esame di Estimo ed Esercizio Professionale è quello che tutti gli studenti rimandano alla fine, non è propedeutico ed è essenzialmente antipatico: è da raccontare perché seguii il corso con un docente, che andò via dall’università prima di finire gli esami di quel corso.
Mi collocarono presso un altro docente, ma a me stava antipatico e mi andai ad iscrivere con un terzo: disastro, professore pedante, bacchettone, che a metà corso decise di non considerare le presenze dei primi quattro mesi, rovinandoci tutti.
Risultato: fuggimmo tutti!
Andai con l’unico che mi restava, e presi il mio 26.
Arrivo a Progettazione Architettonica II: bell’esame, lo feci in pochi mesi e realizzai una villa in collina.
Le ville sono la mia passione, chissà perché!
Restauro Architettonico fu un esame infinito, tremila pagine di nozioni legislative, formule, qualcosa di storia dell’architettura.
Mi mancavano due esami, ma per la facoltà non ero laureanda: ma se non lo ero io, chi lo era allora?
Mi spostarono l’esame di due mesi, e di conseguenza non riuscii a laurearmi a marzo, tesi quasi pronta!
Presi il mio 26, feci l’esame di Tecnica delle Costruzioni a maggio, mi laureai a luglio.
Un argomento a parte concerne la preparazione della mia tesi di laurea: io sono un soggetto suicida, motivo per il quale mi sono andata a scegliere come relatore il professore più irraggiungibile della facoltà.
Un professore che si ritrova talmente sommerso dalle tesi di laurea da cercare puntualmente di cacciare via gli eventuali candidati; io non ho desistito, del resto mi sono andata a scegliere un argomento mai affrontato prima, quindi molto difficile.
Il tema della mia tesi, sperimentale, è "Corpus di presenze catalane nel centro storico di Napoli" (gli interessati guardino la pagina tesi del sito).Avevo esperienza nella compilazione di tesi di laurea storiche e progettuali, è un lavoro che svolgo da molti anni, quindi per me è stato più facile: sono diventata autodidatta, nel senso che seguivo le correzioni degli altri giusto per adattare le mie conoscenze allo stile del professore e, dopo un anno e mezzo di duro lavoro (tra un esame ed un altro scrivevo e raccoglievo materiale), mi sono laureata prendendo il massimo punteggio.
Inoltre, la mia audacia si era spinta a compilare 17 tavole in formato UNI A0, tutte verde smeraldo! Non si era mai visto prima…
Il professore mi ha ricompensata del poco fastidio datogli con una mirabile introduzione alla mia tesi il giorno in cui mi sono laureata.
Grazie, professore.


( a meno di non essere raccomandato)

1)Non pensare di poterti laureare nei tempi previsti, pura illusione.
2)Segui tutti i corsi.
3)Se proprio non ce la fai, evita quelli noiosi ed inutili.
4) Ascolta quello che dicono i docenti, ma fai sempre di testa tua.
5)Il progetto dovrebbe essere frutto del tuo sacco, ma consultare riviste e libri non ha mai fatto male a nessuno.
6)Affronta al più presto gli esami scientifici.
7)Non scoraggiarti se viene rimandato un esame, è la prassi.
8)Sii topo di biblioteca.

 

9) Non arrenderti davanti ad un no ad una correzione: spesso i docenti sbagliano, gli assistenti poi…
10)Fai l’esame con il tuo docente appena te ne capita l’occasione.
11)Non ubriacarti o cannarti, si rischia di non connettere.
12)Non pensare di fare un esame in tre giorni, a meno che non pensi di essere un genio o di avere un bel sederino .
13) Non scoraggiarsi davanti alla fila in segreteria.

14) Se sei fuorisede, metti un muro tra te e le persone con cui convivi.

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