Palazzo Piscicelli

Portale del Palazzo Piscicelli (Na)

Volendo introdurre l’argomento oggetto della nostra tesi è doveroso rilevare il fatto che, per molti secoli, sono rimaste inesplorate alcune importanti correnti architettoniche, a tutto vantaggio di altre. Tra queste rileviamo tutta l’architettura del Rinascimento dell’Italia meridionale, che risulta ancora adesso un periodo di difficile comprensione, e che ha suscitato interesse solo all’inizio del nostro secolo.
Tra gli studiosi che hanno offerto notevoli delucidazioni su questo argomento si distinguono: Giuseppe Ceci, Adolfo Avena, Riccardo Filangieri di Candida, Giuseppe Agnello, Roberto Pane, Arnaldo Venditti, Cesare de Seta e Massimo Rosi, che hanno esteso il loro esame a tutto il territorio italiano.
L'Italia e tutta l’Europa nel XV secolo furono soggette a trasformazioni culturali e ideologiche, che si manifestarono diversamente da luogo a luogo: il Rinascimento prese le mosse dall’Umanesimo, dall’architettura bizantina, normanna, araba, angioina, durazzesca.

La conseguenza fu che al Nord Italia si manifestò un'architettura più innovativa, mentre al Sud si ebbe la prevalenza di forme più tradizionali.
Oggetto di studio della nostra tesi è una delle correnti stilistiche manifestatasi durante il XV secolo in Italia: l’architettura catalana, che trasse le sue radici dal mondo classico romano e dalle forme europee del gotico internazionale.
L'espansione catalana si prospettò con una assoluta linearità lungo una diagonale denominata "ruta de las islas" (Baleari, Sardegna, Sicilia, Italia meridionale): la promulgazione avvenne grazie alle relazioni commerciali vigenti tra la Catalogna e Napoli ed alla presenza di un sovrano catalano a Napoli, Alfonso d'Aragona.
Ci soffermeremo ad osservare con interesse lo svolgersi del fenomeno a Napoli, ed in particolare nel centro storico: infatti, in questa zona ritroviamo una concentrazione di edifici aventi ancora adesso, intatti, elementi dell’architettura catalana.

Particolare del Portale del Palazzo Caracciolo-Avena

Cornice del portale del palazzo Caracciolo-Avena (Na)

Palazzo Penna

Palazzo Penna (Na)

Purtroppo questi edifici nei secoli sono stati oggetto di profonde trasformazioni, ed adesso passeggiando nel centro storico di Napoli ritroviamo solo alcuni degli elementi caratterizzanti quest' architettura: numerosi portali ed arcate, poche finestre, qualche scala.
Il tutto si trova inserito in edifici che hanno perso anche la loro importanza, sconosciuti ai turisti ed abbandonati al proprio destino: si considera solo l’eccezione di Palazzo Penna, l’unico edificio emblema dell’architettura catalana costruito nel centro storico.

Nei capitoli nei quali verrà illustrato l'argomento della nostra tesi si vorrà portare il lettore verso una conoscenza graduale dell’architettura catalana, partendo dalle origini fino ad arrivare ad un' analisi particolareggiata degli edifici che più di altri ne hanno portato il contrassegno.

La parte scritta della nostra tesi si svolge in sette capitoli, nei quali vengono illustrati i seguenti argomenti: analisi delle origini e delle caratteristiche costruttive dell'architettura catalana; l'arrivo di questa architettura a Napoli; il Palazzo Penna; il Palazzo di Diomede Carafa; l'ex portale del Palazzo Fabrizio Colonna; il Palazzo Petrucci; il Palazzo Maiorani; i portali ad arco depresso inquadrati entro una semplice o duplice ornia con cornice a toro rettangolare; esempi di portali con tipologie diverse tra loro; i palazzi che conservano unicamente resti di arcate catalane.
La nostra tesi è accompagnata, inoltre, da  diciassette tavole nelle quali si evidenziano graficamente le caratteristiche costruttive dell'architettura catalana.
Nella tavola introduttiva viene rappresentata planimetricamente l'area oggetto del nostro studio, con evidenziati i trentaquattro palazzi che conservano più o meno inalterati resti dell'architettura catalana: principalmente ritroviamo portali, poi arcate ed infine finestre.

Palazzo Pappacoda

Portale del Palazzo Pappacoda (Na)

Dopo aver reso con mie immagini fotografiche queste caratteristiche, si passa alla suddivisione dei resti ritrovati per tipologie: ritroviamo portali ad arco a sesto ribassato, ad ornia unica o duplice, con o senza cornice a toro rettangolare( alcuni con fascia a girata); portali ad arco policentrico, ad ornia unica o duplice con o senza cornice a toro rettangolare; portali ad arco a tutto sesto, ad ornia unica, con o senza cornice a toro rettangolare; finestre a cornice guelfa,semplice o articolata.
Successivamente si illustra il Palazzo Penna, con immagini sia attuali, sia storiche, e con un rilievo del portale eseguito personalmente.
Nelle ultime tavole ritroviamo i rilievi dei principali palazzi o portali, immagini storiche e fotografie scattate personalmente sui particolari costruttivi.

Per ulteriori informazioni, contattami.

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